statistiche free weloveunict I 10 consigli per un colloquio di successo - We Love Unict We Love Unict — L'università a portata di tutti

colloquio3Come gestire le difficoltà emotive e giocarsi al meglio le proprie carte durante un colloquio di lavoro? Quale atteggiamento ed abbigliamento adottare? Com'è possibile controllare l’ansia? Quali sono i trucchi per valorizzare le proprie competenze?

Per rispondere a questi e ad altri dubbi a cui tutti pensano prima di sostenere un colloquio di lavoro, proponiamo un decalogo di consigli per riuscire a sfruttare al meglio l’occasione di un colloquio di lavoro, specie in un periodo di generale difficoltà come quello attuale in cui le occasioni di lavoro sono meno numerose che in passato.

1. Essere informati

Nel momento in cui viene fissato l’appuntamento per il colloquio è fondamentale acquisire informazioni relative all’azienda per cui ci si candida, consultando il sito internet per comprenderne dimensioni, settore, attività di business e posizionamento sul mercato. D’altra parte è utile anche rileggere accuratamente l’annuncio a cui si è risposto e rivedere il proprio cv, onde evitare di farsi cogliere impreparati o di rispondere in modo incoerente in fase di colloquio.

2. Controllare l’emotività e l’ansia

Innanzitutto essere ben preparati sull’azienda e il ruolo per cui ci si propone, è un buon punto di partenza per riuscire a mantenere un atteggiamento sereno e positivo. In ogni caso, il colloquio non va mai visto come un momento in cui si viene giudicati, piuttosto, invece, come un’occasione da sfruttare a pieno, per scambiarsi informazioni utili con il selezionatore al fine di capire se sia o meno un lavoro adatto a noi. Inoltre, è buona norma non entrare troppo nella propria sfera personale, mantenendo una più discreta distanza professionale.

3. Atteggiamento professionale e dinamico

In linea generale sono da evitare sia un atteggiamento aggressivo o troppo sicuro di sé che uno troppo informale o peggio passivo che dia l’impressione di subire il colloquio senza parteciparvi attivamente. Solitamente sono, invece, apprezzati, l’atteggiamento professionale e la chiarezza d’idee, che però non devono trasformarsi in rigidità, ma essere invece supportate da un buono spirito di adattamento.

4. Essere coerenti e non mentire

Le domande, da parte del selezionatore, possono vertere su diversi aspetti, dal curriculum vitae, alle esperienze lavorative, per arrivare alle proprie aspettative, ai propri interessi o all’autovalutazione del proprio carattere. Spesso, inoltre, vengono fatte domande di verifica per tornare su aspetti poco chiari; è indispensabile, dunque, non mentire ed essere trasparenti, poiché un selezionatore abituato a gestire i colloqui non ci metterà molto a scoprire le incongruenze con il solo risultato di apparire insicuri o peggio inaffidabili.

5. Preparatevi prima per domande frequenti

-Mi parli di lei
-Quali obiettivi ha raggiunto fino ad oggi?
-E’ soddisfatto/a della sua carriera finora?
-Mi parli della situazione più difficile che ha dovuto affrontare e come l’ha risolta
-Cosa non le piace del suo ruolo attuale?
-Quali cono i suoi punti di forza/debolezza?
-Che tipo di decisione trova difficile dover prendere?
-Perché vuole lasciare il suo attuale lavoro?

6. Dimostrarsi disponibili e flessibili

Evidenziare le proprie preferenze in ambito lavorativo senza che queste diventino un vincolo o causa d’irrigidimento, perché se da un lato è importante dimostrare di non essere disposti ad accettare “qualunque lavoro”, dall’altro comprendere il contesto, anche e soprattutto in questo periodo di difficoltà generale, dimostrando volontà di mettersi in gioco e disponibilità ad adattarsi, può senza dubbio essere una carta vincente.

7. Ascoltare con attenzione e rispondere con chiarezza

Per rispondere in modo chiaro, conciso ma esaustivo è innanzitutto necessario ascoltare attentamente le domande che vengono rivolte, tentando di cogliere in profondità il loro significato. Tono pacato, lessico ricco e privo di espressioni dialettali o slang sono poi generalmente molto apprezzati, così come la capacità di evitare divagazioni o al contrario risposte estremamente sintetiche, quasi a monosillabi.

8. Puntuali

È importante presentarsi presso la sede del colloquio in orario, quindi, né con largo anticipo né in ritardo. L’ideale è arrivare massimo 15 minuti prima dell’orario prefissato, per avere la possibilità di acclimatarsi osservando l’ambiente circostante senza però creare disturbo. Inoltre, in caso di ritardo, per qualsiasi impedimento va avvertito il selezionatore; non farlo, infatti, è generalmente percepito come disinteresse e mancanza di rispetto verso chi vi sta aspettando.

9. Come vestirsi?

L’abbigliamento in linea generale deve essere pulito, ordinato e sobrio poiché il primo impatto è importante e può influenzare l’andamento stesso del colloquio. Senza dubbio poi, anche l’abbigliamento va adeguato al contesto lavorativo; ben diverso sarà infatti il modo di presentarsi a seconda che si tratti di un contesto formale, come ad esempio nel caso di banche e assicurazioni, piuttosto che nell’ambito della comunicazione pubblicitaria in cui è spesso concesso più estro.

10. Mostrare curiosità

Nella fase finale del colloquio spesso il selezionatore rivolge la classica domanda: “Ha ulteriori informazioni da chiedere?”. In questo caso è, ancora una volta, importante dimostrarsi curiosi. In questa fase, infatti, il candidato può esprimere eventuali dubbi o richiedere ulteriori informazioni non emerse durante il colloquio. In un primo momento, poi, è consigliabile non mostrare troppo interesse per la retribuzione, argomento generalmente discusso nei colloqui successivi.

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